La psicologia del condividere sui Social [Adesso anche in Video]

condivisione sui social

Condividere sui Social… perché avviene?

Credo che comprendere che cosa scatti nel momento in cui qualcuno che legge un nostro contenuto decide di condividerlo sia molto utile per la professione che faccio ma ancora di più per quei proprietari di attività o di aziende che intendessero utilizzare il Social Media Marketing per promuoversi in Rete.

Proviamo a rispondere partendo da qualche domanda:

  • Quali sono le motivazioni che spingono i clienti a condividere sui Social i contenuti?
  • Si possono provare a delineare dei profili distinti di personalità a partire da motivazioni diverse?
  • In quale modo conoscere la psicologia della condivisione può aiutare un marketer?

Abbiamo sempre condiviso cose interessanti con chi ci sta vicino

Quante volte vi è capitato di non vedere l’ora di tornare a casa per raccontare ai vostri cari un evento particolare che avete vissuto? E quante volte ancora avete fotografato i vostri momenti magici per poi tornare a casa dalle vacanze ed invitare amiche e amici a rivivere con voi l’esperienza?

Il gesto della condivisione è connaturato nell’essere umano sin dall’alba dei linguaggi e forse anche prima, se pensiamo ai meravigliosi reperti rupestri primitivi che ci raccontano da millenni scene di caccia e di vita in comune.

Noi condividiamo da sempre per ragioni di auto-realizzazione, o perché spinti dalla stima rispetto a determinate persone o contenuti; condividiamo per amicizia, amore, appartenenza; a volte condividiamo per ragioni di sicurezza (“attenzione, domani è prevista un’allerta meteo”…) o per ragioni fisiologiche.


Finalmente disponibile la versione VIDEO di questo articolo.


Che cosa è cambiato nell’Era dell’Informazione?

Grazie alle nuove tecnologie di comunicazione adesso noi condividiamo

  • più contenuti
  • da un numero maggiore di fonti
  • con un numero maggiore di persone
  • più spesso
  • più velocemente

Soffermatevi ad osservare la TimeLine di Twitter o pensate quanto spesso aggiornate Facebook per leggere notizie che arrivano dai vostri amici. E la posta elettronica? A seconda delle vostre esigenze e dalla presenza che dedicate ad Internet potreste essere oggetto ogni giorno di decine di mail. Per non parlare degli Smartphone: possono inviarvi notifiche istantanee su tutto quel che ricevete. Anche se in un dato momento non vi sarebbe mai passato per la mente di controllare la posta o i Social la notifica rintocca – DIN DIN – e voi, pavlovianamente, andate a leggere. E se qualcosa che vi trovate a leggere nell’urgenza indotta dal media vi colpisse non ci sarà mai niente attorno a voi che potrà fermarvi dal condividere immediatamente sui vostri spazi personali con le persone con le quali interagite di solito.

Non è così?

Se vogliamo il processo è ancora più complicato, visto che abbiamo accesso ad un numero di fonti praticamente infinito. Ogni giorno riceviamo informazioni, le ricombiniamo, le redistribuiamo, in un incessante creare e ricreare.

Mettere un contenuto a conoscenza di altre persone, seguire le risposte che riceviamo, discutere, ci aiuta a capire meglio le informazioni e gli eventi di cui siamo venuti a conoscenza. Di più… condividere con gli altri qualcosa ci spinge a processare l’informazione più in profondità a cercare di capirla meglio attraverso il parere altrui, tanto per smentire l’idea generalizzante che Internet ci mantiene soltanto sulla superficie delle cose.

Pensiamo per esempio alla nostra condivisione di un’informazione tecnica che ci interessa ma della quale NON siamo esperti. Ricevere la risposta di qualcuno che ne capisce più di noi ci aiuta a migliorare il risultato ottenuto dalla semplice lettura dell’informazione stessa. In poco tempo. Gratis…

Condividere sui Social valore ed intrattenimento

Lo facciamo principalmente perché pensiamo che l’informazione che passiamo possa essere piacevole o di aiuto per chi la riceve. Tra chi pensa così esiste una fetta enorme di persone disposte a condividere la conoscenza di prodotti e servizi che utilizzano con soddisfazione perché vorrebbero che i loro amici provassero la stessa esperienza o con l’intenzione di far cambiar loro opinione o, ancora, per incoraggiarli ad avvicinarsi ad un brand che altri non avrebbero mai considerato.

“Devi assolutamente andare a mangiare all’Osteria del Borgo, hanno cambiato gestione e ti assicuro che si mangia divinamente”

Quante volte vi è capitato di dire qualcosa del genere?

In ragione di questo provo ad andare ancora più in profondità. Noi condividiamo molto spesso per dare un’idea più chiara di noi a chi ci osserva. Saremo più naturalmente spinti a condividere qualcosa che rafforzi l’immagine di noi che presentiamo in pubblico, dimostrandoci su certi argomenti attenti, appassionati, interessati, disponibili.

Un’altra ragione per la quale condividiamo sui Social è perché vogliamo crescere ed arricchire le nostre relazioni pubbliche.

Uno dei vantaggi principali che Internet ci offre più facilmente di quanto poteva accadere in passato è quello di condividere per dialogare con persone con le quali non avremmo potuto entrare in contatto: possiamo discutere di un libro con un autore o un editore; approfondire una certa tematica con un esperto; scoprire nuova musica direttamente da chi la produce; comprendere l’arte grazie a chi ce la può spiegare con cognizione di causa.

Ecco perché viviamo in un’epoca strana in cui la mancanza di connessione ci crea ansia. Siamo abituati ad avere a disposizione molte informazioni, in poco tempo, e persone con le quali condividere. Ci riconosciamo spesso più nella relazione con gli altri che in noi stessi. Ma anche qui si torna alla nostra atavica necessità di condividere gioie, dolori, esperienze. Prima avveniva attorno al fuoco, durante i pasti, nei giorni liberi. Ognuno di noi si è sentito dire molte volte “parlane con qualcuno, sfogati“. Così come ognuno di noi ammetterà che nessuna gioia è mai davvero così grande se non si ha qualcuno con la quale condividerla.

Condividere sui Social per la realizzazione di sè.

A volte condividiamo informazioni perché ci permettono di sentirci più coinvolti nei fatti del mondo. Ci fa piacere ricevere commenti su notizie di un certo rilievo che abbiamo condiviso. Ci sentiamo di aiuto, di valore. Ed ecco che spargiamo la voce di importanti cause, ma anche di legami forti che abbiamo con certi brand

Condividere sui Social è un fatto di relazioni. Ricapitolando…

  • Condividiamo per portare valore ed intrattenimento agli altri
  • Condividiamo per meglio definire chi siamo
  • Condividiamo per accrescere le nostre relazioni sociali
  • Condividiamo per la realizzazione di noi stessi
  • Condividiamo per parlare di cause o prodotti nei quali crediamo.

Quali tipologie di persone condividono?

Scherzando un po’ per alleggerire il discosro si potrebbero segmentare le varie personalità a partire da ragioni emozionali, desideri di presentazione di sé, di identificazione e di piacere nell’essere i primi a far conoscere determinate informazioni. Ecco sei figure-tipo, le riconoscete?:

  • gli altruisti
  • i professionisti
  • i fricchettoni
  • i ‘Ndo cojo cojo
  • i connettori
  • i selettivi

Gli Altruisti – Condividono per il piacere di far del bene agli altri, mettendoli a conoscenza di informazioni che possano essere di loro utilità e vantaggio, così dimostrando il loro interesse e la loro attenzione, disponibilità. Si vogliono rendere affidabili, sentire connessi, sono spesso fonte della nascita di reti di relazioni importanti. Sono carismatici.

I Professionisti – Condividono prevalentemente contenuti legati alla loro professione. Sono spesso paladini della loro persona, del brand per il quale lavorano e dei servizi e prodotti che promuovono. Li vedrete scrivere moltissimo su LinkedIn, amano sentirsi intelligenti, autorevoli e si sdoppiano pur di fare networking con chiunque possa essere di loro utilità.

I Fricchettoni – Condividono perché… perché condividere è parte di loro. OMMMM… OMMMM. Sono Gggiovani, creativi, imprevedibili. Giostrano tra gattini fradici e frasi di Rusell passando per tutto il resto con l’estro di un fantasista di calcio. A volte partono con raffiche infinite di foto trovate ovunque, ridondano, ma sanno comunque attirare l’attenzione.

I ‘Ndo cojo cojo – Postano contenuti controversi per apparire provocanti ed impegnati. Vogliono proprio essere percepiti così. Li noti perché cambiano molto rapidamente tematica se non colpiscono nel segno in breve tempo. Sguazzano allegramente nell’humus di Twitter perché è il luogo deputato per eccellenza a cambi di rotta repentini e senza ripercussioni. Cercano prevalentemente di provocare reazioni, sia in senso buono che in senso cattivo.

I Connettori – Ottengono l’attenzione perché in grado di metterti a disposizione informazioni o opportunità che tu, da solo, non avresti potuto raggiungere. Ci sarà sempre l’amico dell’amico che leggendoti en passant ti riferirà di chi può risolvere un tuo problema o farti conoscere una determinata persona. Senza connettori, pare, la Rete non sta in piedi  🙂 Sono sempre a loro agio, rilassati, impegnati. Fanno piani per loro stessi e per gli altri, organizzano. Lavorano sottobosco in tutti i Social ma poi approfondiscono via e-mail o di persona.

I Selettivi – Spizzicano e frizzicano (si può dire?) Condividono soltanto pochissime cose con un gruppo molto selezionato di persone. Nel grande continente di Internet si costruiscono delle piccole isole all’interno delle quali sono a loro agio solamente se circondati da poche persone, accuratamente scelte. Sono molto attenti, spesso ricchi di risorse interiori ma, al contempo, molto riservati. Amano le Community, i Gruppi, su Twitter hanno i profili protetti, su GooglePlus scrivono moltissimo ma in Cerchie Ristrette.

Cosa fare allora per essere condivisi sui Social?

Ci possono essere varie ragioni per le quali le persone risponderanno ai tuoi contenuti secondo quanto detto fino ad oggi. Sicuramente avrete più possibilità di essere condivisi se i vostri post rientreranno in una delle seguenti categorie:

  • Essere di aiuto per chi legge. Fornir loro una motivazione per connettersi l’uno con l’altro, dialogando e non parlando soltanto di noi.
  • Condividere la verità. Questo è il prezzo che si deve pagare se davvero si vuole un seguito sui Social. Chi finge, sparisce.
  • Essere semplici (certo, come no, proprio come me in questo post argh)
  • Dissetare la voglia di leggerezza con un buon senso dell’humor.
  • Infondere un’istanza di urgenza.

Attenzione perché essere condivisi non basta!

L’apprezzamento degli altri verso i vostri contenuti non basta. Bisogna ricordarsi che siamo soltanto all’inizio di un percorso che le informazioni fanno tutto attorno a noi. I post passeranno di persona in persona e noi dovremo essere pronti ad ascoltare le eco che arrivano da questi rimbalzi. Raccogliete i frutti del vostro lavoro rispondendo, interagendo, approfondendo, imparando, accrescendo… e magari dando credito a chi vi ha aiutato ad andare oltre, condividendo a vostra volta quello che loro hanno aggiunto di originale e ulteriore.

E voi? Condividerete questo contenuto? 🙂

Se questa mia luuuuunga riflessione vi è stata di qualche aiuto fate un pensierino a lasciare il tuo indirizzo mail nell’apposito box Newsletter che trovate in alto a destra (o più sotto – mascherine – se siete su cellulare). 

Per di più infestiamo tutti i Social Network più conosciuti quindi, sempre tra i box a destra, troverete modo di seguirci su quelli che frequentate di più. In quei luoghi virtuali bellissimi e più agili di un blog potremo approfondire insieme, potrete insultarmi, offrirmi lavoro, cantarmele quattro, quel che volete. Grazie.

Articolo by Leonardo Vannucci (lvannucci@affabula.com)

5 Di risposte to “La psicologia del condividere sui Social [Adesso anche in Video]

  • Bellissima analisi, fra Storia, Psicologia e Sociologia!

    Direi che la maggior parte di noi rappresenti, in percentuali variabili, almeno due o più delle sei categorie 😀

    In ogni caso, l’importante è condividere 🙂

    • Leonardo Vannucci

      Grazie molte Andrea, anche io sono convinto che molti di noi siano rappresentati da più categorie e che ci si comporti a seconda dell’umore, del tempo a disposizione ecc. ecc. Mi fa piacere che ti sia piaciuto l’articolo e grazie molte per il commento qua sotto.

  • Ho un blog personale dove scrivo di ricordi e della mia città non vivendoci ormai da tempo.
    Sto approfondendo la tematica dei ricordi in sociologia e ho trovato molto interessante l’articolo. Complimenti!
    Se posso una domanda: è una tendenza particolare condividere un ricordo solo se “datato”? Ovvero odio scrivere di quel che mi è capitato l’anno scorso ma adoro farlo della mia adolescenza o dei miei vent’anni.
    In ogni caso io mi ritrovo nella categoria degli “altruisti selettivi”!!! 😉
    Ciao! Grazie e alla prossima

  • Leonardo Vannucci

    Ciao, intanto grazie per l’apprezzamento ed il commento e in bocca al lupo per il tuo lavoro sul blog (rispondi mettendo il link così magari diamo un’occhiata). Per quanto mi chiedi è difficile rispondere. Posso farlo personalmente e dirti che io non credo di essere selettivo con i ricordi del passato prossimo e di quello remoto. Ma a volte la scrittura e la condivisione sono processi così inconsci che potrei sbagliarmi. Farò un’analisi di quel che condivido normalmente, per vedere se anche io, senza avvertirlo, ho filtri sul tempo.

    Alla prossima!

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