Il Social Media e Germania – Brasile 2014

Che scoppola! Ne siamo convinti tutti, cose mai viste… ma che cosa unisce il Social Media e Germania – Brasile 2014?
 
Un Mondiale è la vetrina più importante per i migliori giocatori di calcio del Mondo – percorso conclusivo di quattro anni di selezioni raffinate  tra migliaia di giocatori impegnati in competizioni diverse nei vari paesi.
 
Proviamo a fare un gioco, sulla scorta delle emozioni della storica sconfitta di ieri: immaginiamo che ogni squadra sia un’attività di comunicazione online e che ogni giocatore che la compone sia una piattaforma o una soluzione diversa online per la pubblicazione e la propagazione dei contenuti.
 
Prendiamo adesso le due squadre di ieri e analizziamo la partita.
 
Il Brasile era favorito all’inizio della competizione: squadra di casa, aveva tutto il pubblico a favore, un gruppo di giocatori di grande talento che avevano ottenuto ottimi risultati giocando ognuno in un campionato diverso in giro per il globo.
 
Paragonato a qualcosa di relativo al mondo Social Media Marketing il Brasile potrebbe rappresenta un brand molto forte, riconosciuto, seguito. I suoi followers sono già pronti ad ascoltarlo, attendono contenuti, si aspettano interazione.
Questo marchio lavora su un buon numero di piattaforme diverse (blogging, Facebook, GooglePlus, Twitter…) ognuna delle quali rappresenta un giocatore. Tutti si attendono che arrivi in finale!
 
Un ragionamento simile lo facciamo per la Germania: in questo caso si tratta però di un marchio più giovane, con un seguito minore, ma molto molto aggressivo e costante nel suo gioco a tutto campo. Non ha i favori dei pronostici a inizio competizione, anche se tutti hanno credono che questa giovane squadra farà strada nel campionato e porrà le basi per successi futuri.
 
La partita inizia.
 
Appare subito chiaro come il Brasile voglia attaccare in massa. Le prime azioni però, pur energiche, sono portate in maniera caotica, non organizzata: ogni giocatore vuol fare gioco a sé. Molto estro, poca sostanza.
 
Dopo poco la squadra tedesca invece comincia a prendere possesso del centrocampo. L’organizzazione, la sintonia e l’altruismo di ognuno dei giocatori in campo creano una sinfonia di movimenti: la Germania è un organico completo in ogni suo ingranaggio. I movimenti sono fluidi ma seguono schemi prefissati e messi a memoria. Ognuno dei giocatori mostra ottime capacità personali ma è nell’unione con gli altri che riesce ad esprimere il meglio di sé.
 
Ed ecco il primo gol e poi il secondo, il terzo e così via…
 
Non voglio mettere il dito nella piaga, qualche miliardo di persone al mondo ha visto quello di cui sto parlando ossia un agonizzante sgretolarsi della già friabile struttura ossea del Brasile a fronte di un’esaltazione dell’insieme che ha reso la già forte squadra teutonica una vera e propria micidiale macchina da guerra.
 
7 a 1. Ecco il risultato. Avrebbe potuto finire anche con un distacco di poco inferiore ma il divario non sarebbe risultato certamente minore.
 
 
 
Ed ecco l’esopica morale che voglio trarre dall’osservazione della partita di ieri e applicandola a ciò che si deve fare in un contesto organico di Web Marketing: serve organizzazione, serve integrazione, serve una voce unica interpretata da un gruppo d’insieme.
 
Non esistono solisti. Qualsiasi siano i canali con i quali avete deciso di comunicare i vostri valori, promuovere le vostre attività, c’è bisogno di una serie di regole ferree che domino la creatività per renderla più funzionale all’obiettivo che si vuol raggiungere.
 
Calendarizzazione
Sistematicità
Continuità
Contiguità
 
Questi sono alcune delle parole chiave attorno alle quali dovete operare: non basta decidere di utilizzare lo storytelling per proporre la vostra visione delle cose in Rete; c’è bisogno che il modo attraverso il quale permetterete ai vostri contenuti di raggiungere ascoltatori diversi parli la lingua adatta ad ogni piattaforma nella quale vi muovete ma anche che ci sia organicità, senso di squadra, attenzione e altruismo.
 
Il Social Media non è una scienza esatta e al contempo deve comunque esserlo: la componente creativa è sicuramente necessaria ma nulla può se non è affiancata ad una programmazione seria ed alla volontà di ottenere a tutti i costi un risultato partendo da tutta una serie di buone pratiche quotidiane, di sacrifici, abnegazione e capacità di saper cambiare quando si percepisce che le cose non vanno. Con serenità ma anche con decisione e rapidità.
 
 
 
Insomma, volete essere la Germania oppure il Brasile? 
 
Non vi accontentate di una striminzita seppur bella vittoria ottenuta grazie all’estro di un unico giocatore. Allargate piuttosto lo sguardo a tutta la squadra, tenetela sotto controllo, migliorate le capacità dei singoli giocatori intervenendo per ognuno di loro sulle loro debolezze ma nell’ottica di far giocare tutto il gruppo in maniera coesa e migliore.
 
Non sono un singolo post né il successo momentaneo su una piattaforma Social che renderanno la vostra comunicazione vincente quanto piuttosto mettere in fila una serie di risultati utili consecutivi, una buona organizzazione di insieme e la capacità di accettare di quando in quando una sconfitta prendendo da essa spunti di riflessione per modificare quanto serve il modulo di gioco.
 
Pronti? C’è ancora la finale. E dopo la finale si ricomincia a programmare per i prossimi quattro anni.
 
Buona partita!
 
Articolo by Leonardo Vannucci (lioklingo@gmail.com)

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